Prendi il gatto per la collottola: ecco perché resta immobile (incredibile!)

Hai mai visto un gatto che si blocca di colpo quando viene preso per la collottola? Sembra quasi magico. Ma dietro quel comportamento si nasconde un riflesso antico, nato per proteggere i cuccioli. Scopriamo davvero cos’è questo meccanismo, quando ha senso usarlo e quando, invece, è meglio evitarlo.

Cos’è la collottola e perché è così speciale

La collottola è quella piega di pelle morbida che si trova nella parte posteriore del collo del gatto. Nei gattini, questa zona è estremamente elastica e poco sensibile.

Quando la mamma gatta afferra i suoi piccoli per quella zona, scatta un riflesso naturale: il corpo del cucciolo si rilassa completamente. È un meccanismo evolutivo che serve per il trasporto sicuro dei piccoli, senza che si agitino o restino feriti.

In pratica, il gattino entra in una sorta di “modalità stand-by”, facilitando la cura materna.

Perché la stessa presa non funziona con i gatti adulti

Con il tempo, però, le cose cambiano. Crescendo, la pelle della collottola diventa meno elastica, e quel riflesso calmante tende a sparire. Un gatto adulto non reagisce più nello stesso modo.

Non solo: una presa troppo decisa può diventare sgradevole o persino dolorosa. La mano dell’essere umano non è precisa come la bocca della madre gatta, e spesso finisce per esercitare più pressione del necessario.

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Sollevare un gatto da adulto solo per la collottola può farlo sentire in pericolo. In alcuni casi reagisce con paura o aggressività. Non è raro che provi stress, dolore, o perda fiducia.

Quando è ancora utile prendere un gatto per la collottola

Ci sono, però, momenti eccezionali in cui pizzicare la collottola può ancora tornare utile. Ma dev’essere fatto con estrema cura, e solo per pochi secondi.

Ecco alcuni esempi:

  • Somministrazione di farmaci, quando serve tenerlo fermo per un attimo
  • Procedure veterinarie brevi, come controlli o iniezioni
  • Situazioni d’emergenza, per evitare fughe o ferite

In questi casi, si pizzica solo un piccolo lembo di pelle, senza sollevare mai il corpo intero. L’altra mano sostiene sempre il corpo, di solito sotto il torace o la schiena.

Come si esegue correttamente la presa (e come no!)

Affrontiamolo chiaramente: non bisogna mai tirare con forza la pelle del collo, né stringere l’intera zona.

Ecco cosa fare nel modo giusto:

  • Sfiorare e pizzicare solo una piccola quantità di pelle
  • Sollevare leggermente, eventualmente ruotare il lembo per stimolare il riflesso
  • Tenere sempre il corpo del gatto sorretto con l’altra mano
  • L’animale deve sentirsi contenuto e mai sospeso

I veterinari sanno usare questa tecnica in modo preciso. Ma non è un metodo da usare in casa tutti i giorni, né tantomeno per “educare” o punire il gatto. Sarebbe un errore che mina la relazione con lui.

L’alternativa più sicura per gestire un gatto

Nel quotidiano, ci sono modi molto più adatti per gestire un gatto in modo sicuro e rispettoso:

  • Usare un trasportino chiuso per gli spostamenti
  • Avvolgerlo con un telo morbido per contenere eventuali movimenti
  • Sostenere con entrambe le mani, sotto il petto e le zampe posteriori
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Questi metodi riducono lo stress, rispettano il corpo del gatto e mantengono la fiducia.

Il rispetto è la chiave del benessere del gatto

Comprendere da dove nasce il riflesso della collottola ci aiuta a usarlo con consapevolezza. Non è una tecnica magica, e nel contesto domestico può diventare addirittura dannosa se esagerata o mal eseguita.

Quando si tratta di gatti adulti, il rispetto del loro corpo viene prima di tutto. Quel gesto che da piccoli li calmava, da grandi può generare l’effetto opposto. Usiamolo solo se strettamente necessario, per pochi istanti e con tanta delicatezza.

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Luca M.
Luca M.

Luca M. è un veterinario esperto con oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'allevamento degli animali. Appassionato di benessere animale, scrive articoli che combinano la scienza veterinaria con pratiche di allevamento sostenibili.